Home About us Products Services Contact us Bookmark
:: wikimiki.org ::
São Paulo Futebol Clube

São Paulo Futebol Clube

San Paolo (São Paulo) è una squadra di calcio del Brasile della città omonima, fondata il 16 dicembre 1935. Gioca nello stadio Cícero Pompeu de Toledo (80.000 spettatori). Albo d'oro
- Campione nazionale
  - 1977
  - 1986
  - 1991
- Coppa Libertadores
  - 1992
  - 1993
  - 2005
- Coppa Intercontinentale
  - 1992
  - 1993 Alcuni campioni del São Paulo
- Alemäo
- Careca
- Leônidas
- Muller
- Raí
- Cafú
- Kaká
- Denilson Categoria:Società calcistiche brasiliane ja:サンパウロFC

Calcio (sport)

Il calcio è un gioco sportivo a squadre, in cui si fronteggiano due squadre composte ciascuna da undici giocatori. Di origine antica, probabilmente già abbozzato durante il Medioevo in Italia (vedi Calcio fiorentino), la sua affermazione moderna si ebbe in Inghilterra, a metà del XIX secolo. Il calcio si gioca su un campo d'erba (in futuro sarà possibile giocare su superfici di erba sintetica) delimitato ai lati da righe bianche fatte di gesso o vernice bianca. Lo scopo del gioco è di far entrare una palla di cuoio nella porta avversaria, delimitata da due pali verticali congiunti da una traversa superiore che li unisce. La palla può essere colpita con qualsiasi parte del corpo, braccia e mani escluse. Per lò più si usano i piedi. Il portiere è l'unico giocatore che può toccare il pallone con le mani, ma solamente all'interno della propria area di rigore. Le partite durano 90 minuti e sono suddivise in due "tempi" di 45 minuti l'uno, intervallati da un riposo di circa 15 minuti. Prima della fine dei due tempi, l'arbitro decide se concedere alcuni minuti di recupero a causa dei tempi morti (sostituzioni, pause per infortuni, perdite di tempo) che si verificano abitualmente ed in genere non sono mai più di 6. Il tempo effettivo di gioco è sempre inferiore a 45 minuti poiché il cronometro non viene mai fermato, nemmeno a gioco fermo. L'arbitro è anche il cronometrista ufficiale della partita. In competizioni che prevedono l'eliminazione diretta ed esigono un vincitore, si ricorre di solito a tempi supplementari (due di 15 minuti ciascuno con 5 minuti di intervallo) e, in caso di ulteriore parità, si passa ai calci di rigore per stabilire il vincitore. Alcune varianti nel meccanismo dei tempi supplementari, introdotte dalla seconda metà degli anni '90 prevedono il silver gol: cioè la squadra che riesce a terminare in vantaggio il primo tempo supplementare si aggiudica l'incontro senza bisogno di disputare il secondo tempo supplementare, ed il golden gol, ovvero la prima squadra che segna nei supplementari si aggiudica l'incontro e la partita finisce immediatamente. Queste modifiche regolamentari sono state abolite nei primi anni del nuovo secolo. Il calcio si gioca a livello professionistico in tutto il mondo. Milioni di persone vanno regolarmente allo stadio per seguire la propria squadra del cuore, ed altrettante persone guardano la partita in televisione. C'è anche un elevatissimo numero di persone che gioca al calcio a livello amatoriale. Non c'è dubbio che la popolarità di questo sport continui a crescere continuamente. In Africa, Asia e Stati Uniti l'interesse sta sbocciando negli ultimi anni. Non a caso, nel 2010 il Sudafrica ospiterà la manifestazione più grande e prestigiosa del calcio: i Mondiali di calcio.

Nascita del calcio moderno

La patria del calcio moderno è l'Inghilterra e in particolare, i College inglesi. Nasce come sport d'elite: erano i giovani delle scuole più ricche e delle università a giocare al football. Le classi erano sempre composte da dieci alunni, e a questi si aggiungeva il maestro che giocava sempre insieme a loro. Ecco spiegato perché si gioca in 11. Il capitano di una squadra di calcio è una sorta di discendente del maestro della public school. Inghilterra Nel 1848, all'Università di Cambridge, H. de Winton e J.C. Thring, proposero, e ottennero, di fare una riunione con altri 12 rappresentanti di Eton, Harrow, Rubgy, Winchester e Shrewsbury. L'incontro fiume (durò 8 ore) produsse un importante risultato: vennero stilate le prime basilari regole del calcio. Queste regole posero fine al dubbio che riguardava la parte del corpo con la quale colpire la palla: con le mani, con i piedi o entrambi indifferentemente? Le cosiddette regole di Cambridge favorivano chiaramente il gioco con i piedi e permettevano il gioco con le mani solo nel momento in cui era necessario catturare un pallone chiaramente indirizzato in porta, come un calcio di punizione. Queste regole furono adottate da tutti eccetto che dall'Università di Rugby, i cui rappresentanti erano chiaramente a favore di un gioco più fisico e che consentisse di toccare il pallone anche con le mani. Si produsse così lo scisma che portò alla nascita del rugby, sport che prende il nome dall'Università che l'ha sviluppato. Il calcio intanto si espandeva a macchia d'olio: in Inghilterra ben presto divenne lo sport per eccellenza della working class e non solo delle elite. Questo nuovo sport, divertente, semplice e stancante era l'ideale per sfogarsi dopo una settimana lavorativa. Dall'Inghilterra il calcio venne esportato in tutta Europa. Furono le città portuali per prime a conobbero il football, poiché dalle navi provenivano gli inglesi. Non a caso quindi la più antica società calcistica italiana è il Genoa, fondata a Genova nel 1893, che conquistò anche il primo scudetto in palio. In questo periodo pionieristico, gli inglesi erano considerati veri e propri maestri: avere un allenatore e dei giocatori inglesi in squadra significava avere un vantaggio grandissimo sugli altri. Anche il Milan fu fondato da inglesi. In Sudamerica, i marinai inglesi preferivano giocare a calcio tra di loro lasciando da parte la gente del posto. Ma rimanere fuori a guardare si rivelò decisivo: ben presto, brasiliani e uruguaiani diventarono ben più abili dei maestri nel praticare il calcio. Il fenomeno ormai era di dimensioni intercontinentali, era necessario adattare le istituzioni calcistiche e chiarire in maniera pià dettagliata le regole. In questi anni infatti, erano svariate le interpretazioni del gioco del calcio.

Nascita della FIFA e regole del calcio

Il campo di gioco

L'arbitro

Una partita viene diretta dall'arbitro, che ha l'autorità di far rispettare le regole del gioco e le cui decisioni all'interno di una partita sono irrevocabili. L'arbitro è coadiuvato da due assistenti di linea e un quarto uomo (per i campionati di più alto livello) che si trova nei pressi delle panchine e può sostituire l'arbitro in caso che questi non possa continuare la direzione di gara.

Pallone in gioco e non in gioco

Tutte le linee disegnate sul campo di gioco, sono parte dell'area che delimitano. Quindi un pallone che percorre una linea laterale è considerato in gioco, un pallone sulla linea dell'area di rigore è decretato essere all'interno l'area di rigore. In definitiva, il pallone deve superare totalmente la linea laterale o di fondo per essere considerato fuori dal gioco e deve superare totalmente la linea di porta per essere considerato in rete. Se anche una minima parte del pallone non ha oltrepassato la linea, è ancora in gioco. La figura dell' arbitro è cambiata parecchio negli ultimi anni, soprattutto dal punto di vista del look: si è passati infatti dal classico "uomo nero", vestito infatti da un paio di pantaloncini e da una giacca rigorosamente neri, a tenute adesso molto più sfavillanti che vanno dal bianco al verde, dal blu all' azzurro.

Falli e cattiva condotta

L'arbitro ha il potere di punire un calciatore ed anche un allenatore, o un qualsiasi dirigente presente in panchina, per cattiva condotta, gioco violento o proteste. Anche un giocatore in panchina può essere punito. Un arbitro può estrarre il cartellino giallo come ammonizione, e può estrarre il cartellino rosso che comporta l'espulsione del giocatore. Nel caso venga espulso un dirigente o un allenatore, questi viene allontanato senza l'esposizione del cartellino. L'espulsione può avvenire direttamente, in genere per falli molto gravi o per comportamenti violenti e antisportivi, o in seguito alla seconda ammonizione ad uno stesso giocatore (somma di ammonizioni): due cartellini gialli equivalgono ad un rosso. Ad esempio il fallo da ultimo uomo, cioè quando si atterra un attaccante quando ha davanti a sé solo il portiere, comporta l'espulsione (cartellino rosso).

Calci di rigore e calci di punizione

Calci di rigore Come già detto, se un giocatore subisce fallo che prevede la concessione di un calcio di punizione diretto all'interno dell'area avversaria, l'arbitro concede il calcio di rigore. Si tratta della massima punizione per una squadra, perché segnare un rigore è relativamente facile. L'attaccante deve tirare dal dischetto situato a 11 metri dalla porta, davanti a sé ha solo il portiere che non può muoversi dalla linea di porta se non lateralmente. Fin quando l'attaccante non ha toccato il pallone in avanti, nessuno può entrare all'interno dell'area ed il portiere non può muoversi in avanti. L'arbitro fischia un calcio di punizione a favore della squadra che subisce fallo in qualsiasi zona del campo che non sia l'area di rigore (eccetto che si tratti di un calcio di punizione indiretto in area). La squadra che difende può formare una barriera la cui posizione e composizione viene decisa dal portiere, mentre la distanza minima dev'essere di 9,15 metri dalla posizione di battuta, salvo casi particolari in cui la distanza tra il punto in cui si deve battere la punizione e la linea di porta compresa tra i pali è minore di 9,15 metri.

Le scuole calcistiche nel mondo

Il calcio, come detto prima, si è sparso a macchia d'olio su tutto il pianeta coinvolgendo mille popoli diversi. Ciascuno con la propria storia e la propria identità, e quindi anche il proprio modo di interpretare il gioco. Le scuole calcistiche sono proprio questo: diverse maniere di giocare a pallone, concezioni differenti del gioco. Le più tradizionali si trovano in Europa e Sud America, laddove il calcio si è sviluppato prima.

I maestri inglesi

La scuola inglese è stata a lungo quella dominante. Nei primi 50 anni del passato secolo, affrontare l'Inghilterra o una squadra di club inglese significava andare a lezione di calcio, prendere una enorme quantità di reti e segnarne pochissime, se non nessuna. La ragione è che gli inglesi adottarono prima di chiunque altro la tattica, si disponevano con ordine in campo, sapevano colpire il pallone in modi allora impensabili e, soprattutto, arrivarono prima di tutti gli altri al professionismo. Nella fase moderna del calcio, la scuola inglese predica un calcio basato molto sulla fisicità, una tecnica di base piuttosto povera e una tradizione di centravanti e di difensori centrali fortissimi di testa, nati per raccogliere o contrastare i lanci lunghi dal centrocampo o dalle fasce. Questa tradizione inglese sta tuttavia scomparendo sotto la spinta di divesi modi di concepire il calcio introdotti in Inghilterra da giocatori e allenatori stranieri, soprattutto francesi nel campionato di calcio inglese che ha elevato, e di molto, il tasso tecnico almeno delle squadre più prestigiose.

La fine del dominio britannico: la grande Ungheria

L'iniziale dominio incontrastato degli inventori del calcio finì il 25 novembre 1953 quando la nazionale di calcio ungherese sconfisse, o forse è meglio dire che umiliò i maestri per 6-3, per giunta nella cattedrale del calcio: lo stadio di Wembley a Londra. Gli inglesi fino a poco tempo prima si erano rifiutati di affrontare nazionali straniere e di partecipare alle competizioni internazionali, orgogliosi della propria superiorità. Quando le frontiere si riaprirono, gli ex maestri si resero conto di essere stati raggiunti ed abbondantemente superati dallo splendido gioco della scuola ungherese la cui nazionale nel 1938 aveva perso un campionato mondiale solo in finale contro l'Italia. Ma la nazionale che vinse a Wembley fu senza dubbio la più forte degli anni '50 e a detta di molti, una delle più belle della storia di questo sport. Un anno prima del 6-3 questa squadra si era aggiudicata l'oro olimpico di Helsinki senza molte difficoltà. Gli ungheresi hanno sempre brillato per la loro tecnica sopraffina e le giocate spettacolari, ma nessuna nazionale o squadra di club raggiunse la competitività di quell'Ungheria. Era una squadra basata sul blocco della Honved, la squadra dell'esercito magiaro. Una formazione composta da talenti come Ferenc Puskas (forse il migliore in assoluto, fece la fortuna del Real Madrid) e Sandor Kocsis in attacco insieme a Nandor Hidegkuti che giocava da centravanti mimetizzato da centrocampista. Da non dimenticare Laszlo Kubala che giocò a lungo nel F.C. Barcelona, considerato dai tifosi blaugrana il migliore della storia del loro club. La Grande Ungheria perse la finale del Mondiale 1954 contro la Germania Ovest per 3-2. Non sono molti ad avere dubbi che per qualità del gioco, avrebbero meritato senza dubbio gli ungheresi.

La scuola italiana: tra difensivismo e spettacolo

Negli anni '60 si è affermata la scuola italiana. I teorici del gioco all'italiana sono stati Gipo Viani, Nereo Rocco ed Helenio Herrera che pure era argentino. Si tratta di un modo di giocare che predilige e cura molto più attentamente la fase di difesa, per non subire gol. Le vittorie di Herrera con l'Inter e di Rocco col Milan hanno confermato nella pratica questa filosofia calcistica, anche se è pur vero che la scuola italiana aveva prodotto eccezionali giocatori di difesa come Giacinto Facchetti, Giovanni Trapattoni, Cesare Maldini, Tarcisio Burgnich e giocatori d'attacco dalla grande fantasia come Mario Corso, Gianni Rivera e Sandro Mazzola. Una scuola prevalentemente difensivista che ha sempre prodotto anche tanti grandi attaccanti e fantasisti. Alla base della filosofia italiana c'è un attento studio dell'avversario e la grande importanza data alla tattica, due misure oggi adottate quasi ovunque nel mondo del calcio. Pensando soprattutto a non subire reti, la scuola italiana ha modificato alla tattica introducendo la marcatura a uomo in ogni parte del campo e l'impiego sistematico del libero, un difensore d'emergenza senza obblighi di marcatura che giocava dietro la linea dei difensori. Adottare la marcatura a uomo con il libero significa in molti casi uccidere lo spettacolo e stroncare sul nascere ogni iniziativa avversaria. Il cosiddetto catenaccio. Un metodo considerato anche ai nostri giorni in termini negativi, quasi come qualcosa di antisportivo, benché non vietato. Tuttavia è pure vero che il calcio italiano ha saputo produrre anche esempi di calcio spettacolare, come nel caso del Milan allenato da Arrigo Sacchi negli anni '80. Si è trattato di una squadra votata all'attacco e al gioco corale, ispirandosi alla scuola olandese degli anni settanta, e che tuttavia non ha trascurato certo la fase difensiva.

Il "calcio totale" degli olandesi

Arrigo Sacchi Agli albori degli anni '70, in pieno clima di rivoluzione nella società, anche il calcio ebbe la sua. Si chiamava Olanda. La scuola olandese deve la sua affermazione soprattutto a due persone: l'allenatore dell'Ajax Rinus Michels e il calciatore Johan Cruyff, considerato uno dei migliori di sempre, senza il quale né la squadra di Amsterdam né la nazionale oranje avrebbero potuto tradurre sul campo, e con tanta efficienza, la propria forza innovativa. Quando si parla di "calcio totale" ci si riferisce al gioco che mostrarono prima il PSV Eindhoven e subito dopo l'Ajax e la selezione olandese: qualcosa di mai visto prima, almeno non in maniera tanto sistematica. Ogni giocatore doveva saper interpretare tutti i ruoli: il difensore saliva ad attaccare, il portiere avanzava per rilanciare immediatamente l'azione, un attaccante poteva e doveva tornare indietro ad aiutare i compagni in fase di non possesso palla. Perché questo potesse verificarsi erano necessarie continue rotazioni di ruolo, con movimenti a scalare e complicati meccanismi tattici. Ogni giocatore, anche un centrale difensivo o un portiere, doveva saper giocare benissimo il pallone e non buttarlo mai via; tutti e undici dovevano muoversi e correre costantemente per tutti i 90 minuti. Nei pochi momenti in cui i giocatori non correvano, era il pallone a farlo, con una rapida successione di passaggi, la cosiddetta melina, preludio di un'intensa accelerazione del gioco. Alcune di queste caratteristiche oggi appaiono piuttosto scontate per qualsiasi squadra professionista, ma fu l'Olanda a farle vedere per prima su un campo di calcio. La nazionale olandese, chiamata anche l'arancia meccanica, poteva contare su altri grandi talenti come le due ali Johnny Rep e Rob Rensenbrink, il difensore esterno Ruud Krol, Johan Neeskens, considerato il "gemello" di Cruyff e altri ancora: una generazione particolarmente dotata, capitanata da Johan Cruyff. Simbolo del giocatore in grado di interpretare ogni ruolo e sapersi adattare ad ogni situazione, velocissimo e dal gran senso tattico. Di base era un centravanti e ha segnato diversi gol ovunque abbia giocato. Con questi uomini, compreso l'allenatore Michels, l'Ajax vinse tre Coppe dei Campioni consecutive dal 1971 al 1973 e l'Olanda perse una finale Mondiale nel 1974 contro la Germania Ovest. Michels si prese la rivincita nel 1988 quando vinse il campionato europeo con un'altra grandissima generazione di calciatori. Oggi la scuola olandese percorre la stessa strada tracciata 35 anni fa e continuano a nascere ottimi giocatori praticamente a getto continuo. Le loro caratteristiche sono quelle classiche di un giocatore orange: duttilità, tecnica, sapienza tattica.

Scuola tedesca: concretezza e vittoria

C'è una frase molto famosa di Gary Lineker, attaccante inglese degli anni '80, che potrebbe servire ad introdurre la scuola tedesca, e recita: "Il calcio è un gioco molto semplice, 22 uomini inseguono un pallone e, alla fine, vincono i tedeschi". Il modello teutonico non riscuote grandi simpatie dai non tedeschi, un po' come succede agli italiani. Il motivo è molto simile: si tratta di un gioco basato sulla difensiva, che rinuncia all'iniziativa e non contempla lo spettacolo. Nel 1974, la finale mondiale Olanda - Germania Ovest rappresentò lo scontro tra due filosofie opposte di calcio. La Germania Ovest si preoccupò di difendersi dagli attacchi olandesi dando l'impressione di essere ben più debole della sua avversaria. Sotto di un gol, finì per rimontare e vincere la partita. Ma quella non fu l'unica rimonta "impossibile" dei tedeschi, ad esempio nel 1954 accadde qualcosa di molto simile all'Ungheria che pure giocava un calcio di gran lunga più bello ed arioso di quello tedesco, che tuttavia poteva contare sul grande temperamento e spirito di sacrificio dei suoi giocatori, e una compattezza in campo invidiabile. Negli anni '70 la Germania Ovest era formata dal blocco del Bayern Monaco, l'altra grande del decennio che, di fatto, prese il trono lasciato libero dall'Ajax. In quel Monaco giocavano Franz Beckenbauer e Gerd Müller. Il primo era un libero con una spiccata qualità tecnica, in grado di lanciare l'azione d'attacco e gestire i tempi del gioco. Il secondo, un centravanti non appariscente, né fisicamente né sul piano delle giocate, ma in grado di farsi trovare sempre pronto a mandare la palla in gol. Lo testimoniano le quantità immense di reti segnate. I caratteri della scuola tedesca sono rimasti invariati fino ad oggi

La "scuola iberica"

Si tratta di una concezione di calcio condivisa da spagnoli e portoghesi, con alcune differenze. La scuola iberica si basa sullo spettacolo, sul possesso palla, sul gioco d'attacco e un ritmo più cadenzato rispetto al calcio centro-europeo. Real Madrid e F.C. Barcelona hanno portato questa filosofia ai livelli più alti, anche se soprattutto per merito di stelle straniere. Il calcio portoghese condivide queste caratteristiche, con la differenza che adotta un gioco ancora più passeggiato e in attesa di una giocata di fino. In questo è molto più vicino al calcio brasiliano che europeo. La grande carenza della scuola portoghese è di non aver ma saputo produrre (ad eccezione del grandissimo Eusebio) centravanti prolifici. Questo handicap ha pesato moltissimo sulla carenza di vittorie a livello di nazionale.

La scuola francese

(sezione da sviluppare)

Il calcio allegro dei brasiliani

(sezione da sviluppare)

La scuola argentina a passo di tango

(sezione da sviluppare)

Uruguay: gli italiani del Sudamerica

(sezione da sviluppare)

Il calcio del secolo XXI: nuove scuole nascenti?

(sezione da sviluppare)

Campionati Nazionali AFC


- Campionato di calcio afgano
- Campionato di calcio arabo-saudita
- Campionato di calcio del Bahrain
- Campionato di calcio del Bangladesh
- Campionato di calcio bhutanese
- Campionato di calcio del Brunei
- Campionato di calcio cambogiano
- Campionato di calcio cinese
- Campionato di calcio della Corea del Nord
- Campionato di calcio della Corea del Sud
- Campionato di calcio degli Emirati Arabi Uniti
- Campionato di calcio filippino
- Campionato di calcio giapponese
- Campionato di calcio giordano
- Campionato di calcio del Guam
- Campionato di calcio di Hong Kong
- Campionato di calcio indiano
- Campionato di calcio indonesiano
- Campionato di calcio iracheno
- Campionato di calcio iraniano
- Campionato di calcio del Kuwait
- Campionato di calcio del Kyrgyzstan
- Campionato di calcio del Laos
- Campionato di calcio libanese
- Campionato di calcio di Macao
- Campionato di calcio delle Maldive
- Campionato di calcio malese
- Campionato di calcio del Myanmar
- Campionato di calcio della Mongolia
- Campionato di calcio nepalese
- Campionato di calcio dell'Oman
- Campionato di calcio pakistano
- Campionato di calcio palestinese
- Campionato di calcio del Quatar
- Campionato di calcio singaporegno
- Campionato di calcio siriano
- Campionato di calcio dello Sri Lanka
- Campionato di calcio del Tagikistan
- Campionato di calcio tailandese
- Campionato di calcio taiwanese
- Campionato di calcio di Timor Est
- Campionato di calcio del Turkmenistan
- Campionato di calcio dell'Uzbekistan
- Campionato di calcio vietnamita
- Campionato di calcio dello Yemen

Campionati Nazionali CAF


- Campionato di calcio algerino
- Campionato di calcio angolano
- Campionato di calcio beninense
- Campionato di calcio del Botswana
- Campionato di calcio del Burkina Faso
- Campionato di calcio del Burundi
- Campionato di calcio camerunense
- Campionato di calcio capoverdano
- Campionato di calcio centroafricano
- Campionato di calcio del Ciad
- Campionato di calcio congolese
- Campionato di calcio egiziano
- Campionato di calcio eritreo
- Campionato di calcio etiope
- Campionato di calcio gabonese
- Campionato di calcio del Gambia
- Campionato di calcio ghanese
- Campionato di calcio del Gibuti
- Campionato di calcio guineano
- Campionato di calcio della Guinea-Bissau
- Campionato di calcio della Guinea Equatoriale
- Campionato di calcio ivorano
- Campionato di calcio keniano
- Campionato di calcio del Lesotho
- Campionato di calcio liberiano
- Campionato di calcio libico
- Campionato di calcio del Madagascar
- Campionato di calcio del Malawi
- Campionato di calcio del Mali
- Campionato di calcio della Mauritania
- Campionato di calcio delle Mauritius
- Campionato di calcio marocchino
- Campionato di calcio del Mozambico
- Campionato di calcio della Namibia
- Campionato di calcio del Niger
- Campionato di calcio nigeriano
- Campionato di calcio della Repubblica del Congo
- Campionato di calcio ruandese
- Campionato di calcio di Sao Tomè e Principe
- Campionato di calcio senegalese
- Campionato di calcio delle Seychelles
- Campionato di calcio sierraleonese
- Campionato di calcio somalo
- Campionato di calcio sudafricano
- Campionato di calcio sudanese
- Campionato di calcio dello Swaziland
- Campionato di calcio della Tanzania
- Campionato di calcio togano
- Campionato di calcio ugandese
- Campionato di calcio dello Zambia
- Campionato di calcio di Zanzibar
- Campionato di calcio dello Zimbabwe

Campionati Nazionali CONCACAF


- Campionato di calcio di Anguilla
- Campionato di calcio di Antigua e Barbuda
- Campionato di calcio delle Antille Olandesi
- Campionato di calcio arubano
- Campionato di calcio delle Bahamas
- Campionato di calcio delle Barbados
- Campionato di calcio del Belize
- Campionato di calcio delle Bermuda
- Campionato di calcio canadese
- Campionato di calcio costaricano
- Campionato di calcio cubano
- Campionato di calcio della Dominica
- Campionato di calcio giamaicano
- Campionato di calcio di Grenada
- Campionato di calcio della Guadalupa
- Campionato di calcio guatemalteco
- Campionato di calcio della Guiana
- Campionato di calcio della Guiana Francese
- Campionato di calcio haitiano
- Campionato di calcio honduregno
- Campionato di calcio delle Isole Cayman
- Campionato di calcio delle Isole Turks e Caicos
- Campionato di calcio delle Isole Vergini Britanniche
- Campionato di calcio delle Isole Vergini Statunitensi
- Campionato di calcio della Martinica
- Campionato di calcio messicano
- Campionato di calcio del Montserrat
- Campionato di calcio del Nicaragua
- Campionato di calcio panamense
- Campionato di calcio portoricano
- Campionato di calcio della Repubblica Dominicana
- Campionato di calcio del Salvador
- Campionato di calcio di Santa Lucia
- Campionato di calcio di Saint-Martin
- Campionato di calcio di Sint-Maarten
- Campionato di calcio di St. Kitts e Nevis
- Campionato di calcio di St. Vincent e le Grenadine
- Campionato di calcio del Suriname
- Campionato di calcio di Trinidad e Tobago
- Campionato di calcio statunitense

Campionati Nazionali CSF


- Campionato di calcio argentino
- Campionato di calcio boliviano
- Campionato di calcio brasiliano
- Campionato di calcio cileno
- Campionato di calcio colombiano
- Campionato di calcio ecuadoregno
- Campionato di calcio paraguaiano
- Campionato di calcio peruviano
- Campionato di calcio uruguagio
- Campionato di calcio venezuelano

Campionati Nazionali OFC


- Campionato di calcio australiano
- Campionato di calcio figiano
- Campionato di calcio delle Isole Cook
- Campionato di calcio delle Isole Salomone
- Campionato di calcio neozelandese
- Campionato di calcio della Nuova Caledonia
- Campionato di calcio della Papua-Nuova Guinea
- Campionato di calcio samoano
- Campionato di calcio della Samoa Americana
- Campionato di calcio tahitiano
- Campionato di calcio tongano
- Campionato di calcio di Vanuatu

Campionati Nazionali UEFA


- Campionato di calcio albanese
- Campionato di calcio andorrano
- Campionato di calcio armeno
- Campionato di calcio austriaco
- Campionato di calcio azerbaigiano
- Campionato di calcio belga
- Campionato di calcio bielorusso
- Campionato di calcio bosniaco
- Campionato di calcio bulgaro
- Campionato di calcio ceco
- Campionato di calcio cipriota
- Campionato di calcio croato
- Campionato di calcio danese
- Campionato di calcio estone
- Campionato di calcio faroense
- Campionato di calcio finlandese
- Campionato di calcio francese
- Campionato di calcio gallese
- Campionato di calcio georgiano
- Campionato di calcio greco
- Campionato di calcio inglese
- Campionato di calcio irlandese
- Campionato di calcio islandese
- Campionato di calcio israeliano
- Campionato di calcio italiano
- Campionato di calcio kazako
- Campionato di calcio lettone
- Campionato di calcio del Liechtenstein
- Campionato di calcio lituano
- Campionato di calcio macedone
- Campionato di calcio maltese
- Campionato di calcio moldavo
- Campionato di calcio nordirlandese
- Campionato di calcio norvegese
- Campionato di calcio olandese
- Campionato di calcio polacco
- Campionato di calcio portoghese
- Campionato di calcio rumeno
- Campionato di calcio russo
- Campionato di calcio sanmarinese
- Campionato di calcio serbo-montenegrino
- Campionato di calcio scozzese
- Campionato di calcio slovacco
- Campionato di calcio sloveno
- Campionato di calcio spagnolo
- Campionato di calcio svedese
- Campionato di calcio svizzero
- Campionato di calcio tedesco
- Campionato di calcio turco
- Campionato di calcio ucraino
- Campionato di calcio ungherese

Squadre di calcio nazionali


- Nazionale di calcio italiana
- Nazionale di calcio argentina
- Nazionale di calcio brasiliana
- Nazionale di calcio camerunese
- Nazionale di calcio danese
- Nazionale di calcio francese
- Nazionale di calcio giapponese
- Nazionale di calcio greca
- Nazionale di calcio inglese
- Nazionale di calcio nigeriana
- Nazionale di calcio olandese
- Nazionale di calcio portoghese
- Nazionale di calcio russa
- Nazionale di calcio spagnola
- Nazionale di calcio svedese
- Nazionale di calcio svizzera
- Nazionale di calcio statunitense
- Nazionale di calcio tedesca
- Nazionale di calcio ungherese
- Nazionale di calcio congolese

Voci correlate


- Squadra di calcio
- Campo di calcio
- Campionato mondiale di calcio
- Campionato europeo di calcio
- Confederations Cup
- UEFA Champions League, già Coppa dei Campioni
- Albo d'oro: Campionato di Serie A
- Albo d'oro: Campionato di Serie B
- Albo d'oro: Campionato di Serie C
- Albo d'oro: Campionato di Serie D
- Coppa Italia
- Elenco di squadre di calcio italiane
- Elenco di squadre di calcio italiane (stagione 2004-2005)
- Elenco di squadre di calcio italiane (stagione 2003-2004)
- Calciatori celebri
- UEFA
- FIFA
- FIFA 100
- FIGC
- Lega Italiana Calcio
- Associazione Italiana Arbitri
- Campionato italiano di calcio Serie D
- Campionato italiano di calcio femminile

Competizioni Confederali

Le competizioni internazionali organizzate dalle confederazioni continentali:
- Europa: Campionato Europeo; UEFA Champions League; Coppa UEFA; Coppa Intertoto; Royal League Scandinava; Setanta Cup Irlandese
- Sud America: Copa América; Coppa Libertadores
- Africa: Coppa delle Nazioni Africane; CAF Champions League
- Asia: Coppa d'Asia; AFC Champions League; AFC Cup
- Nord/Centro America e Zona Caraibica: CONCACAF Gold Cup; CONCACAF Champions Cup
- Oceania: OFC Club Championship

Competizioni Nazionali


- Lista delle competizioni calcistiche in Europa
- Lista delle competizioni calcistiche in Sudamerica
- Lista delle competizioni calcistiche in Africa
- Lista delle competizioni calcistiche in Asia
- Lista delle competizioni calcistiche in Nordamerica
- Lista delle competizioni calcistiche in Oceania

Squadre Nazionali


- Lista delle squadre nazionali di calcio europee
- Lista delle squadre nazionali di calcio sudamericane
- Lista delle squadre nazionali di calcio africane
- Lista delle squadre nazionali di calcio asiatiche
- Lista delle squadre nazionali di calcio nordamericane
- Lista delle squadre nazionali di calcio oceaniche

Squadre di Club


- Lista delle squadre di club europee
- Lista delle squadre di club sudamericane
- Lista delle squadre di club africane
- Lista delle squadre di club asiatiche
- Lista delle squadre di club nordamericane
- Lista della squadre di club oceaniche

Collegamenti esterni


- [http://www.fifa.com FIFA]
- [http://www.footballasia.com AFC]
- [http://www.cafonline.com CAF]
- [http://www.concacaf.com CONCACAF]
- [http://www.conmebol.com CSF]
- [http://www.oceaniafootball.com OFC]
- [http://www.uefa.com UEFA]
- [http://www.figc.it FIGC] (Federazione Italiana Giuoco Calcio)
- [http://www.aia-figc.it AIA] (Associazione Italiana Arbitri)
- [http://www.lega-calcio.it/ Lega Nazionale Professionisti] (Lega Calcio)
- [http://www.realsoccer.it/ www.RealSoccer.it] (Sito di informazione in italiano sul calcio nazionale e mondiale) Categoria:Sport olimpici Categoria:Sport di squadra ja:サッカー ko:축구 simple:Soccer football

Brasile

Il Brasile (República Federativa do Brasil) è una repubblica federale (8.511.966 km² 180.000.000 abitanti, capitale Brasilia) di tipo presidenziale dell'America meridionale. Confina a nord con Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana Francese, a est con l'Oceano Atlantico, a sud con l'Uruguay, a ovest con Argentina, Paraguay, Bolivia e Perù. Comprende 26 stati e un distretto federale. Il suo nome deriva da quello del legno tintorio chiamato "pau brasil" (Caesalpinia echinata).

Storia

Popoli precolombiani

Prima dell'arrivo degli europei, le popolazioni erano alquanto primitive, vivevano raggruppate in villaggi e tribù localizzate sia lungo la costa che nell'interno.
Il Brasile fu scoperto dal navigatore Pedro Alvares Cabral nell'aprile del 1500, quando approdò a Porto Seguro, a sud dell'attuale Salvador (Bahia), la denominò come Isola di Vera Cruz.

Scoperta e colonizzazione

I portoghesi trovarono un popolo senza alcuna organizzazione militare che poterono assoggettare facilmente. Il loro interesse non era però legato alla costituzione di un impero coloniale, ma doveva servire come base per il loro commercio con le Indie, per cui l'interesse iniziale fu veramente scarso. I primi a comprendere l'importanza dei territori brasiliani, furono francesi e spagnoli, che fecero numerosi tentativi di occupazione.
In base al Trattato di Tordesillas (7 giugno 1494), precisato da quello successivo di Saragozza (1529), il nuovo territorio fu ufficialmente incluso nella zona d'espansione territoriale del Portogallo. Nel 1533 re Giovanni III adottò la prima struttura politica ed amministrativa per il Brasile basata sulle Capitanias: queste erano concessioni terriere di tipo feudale date dal sovrano ad un nobile, al quale venivano assegnati pieni poteri sulla terra, con l'obbligo di pagare un tributo al sovrano. Il sistema aveva però il difetto di creare comunità separate, prive di interessi comuni, che nuoceva al commercio e alla difesa del paese dagli interessi stranieri.

Governatorato portoghese

Andrea Barra III fu così costretto nel 1549 a costituire un potere centrale, nominò un governatore generale e stabilì la capitale della colonia a Bahia. I governatori si dimostrarono degni del loro compito, specialmente nel respingere i tentativi di infiltrazione dei francesi. Nel 1567 fu fondata la città di Rio de Janeiro.

Passaggio alla Spagna

Nel 1580 il Brasile finì, insieme con il Portogallo, sotto il dominio spagnolo fino al 1640; durante questo periodo dovette difendersi con le proprie forze dalle nuove insidie portate da inglesi, francesi e olandesi. Particolarmente dura fu la lotta con gli olandesi, che riuscirono a creare un dominio vasto ed organico, con una efficiente organizzazione politica e militare. Contro l'invasione olandese, i coloni di origine portoghese si armarono, questo indusse il governo olandese, a mandare in Brasile il principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637), nel tentativo di rendere possibile la coabitazione tra olandesi, portoghesi e indigeni. Giovanni fece bene il suo lavoro, ma quando il Portogallo riacquistò la sua indipendenza, e quindi la supremazia sul Brasile, venne accusato di accordi con i portoghesi per staccare la Nuova Olanda dalla madrepatria, e fu costretto a dimettersi. Il dominio spagnolo non fu comunque del tutto inutile, in quanto portò ad una coscienza nazionale ed all'apertura di nuovi orizzonti. Da una parte i Gesuiti erano penetrati all'interno per convertire gli indigeni, dall'altra gli abitanti della zona di San Paolo si diedero alla ricerca di nuove terre e di mano d'opera per le loro piantagioni.

Ritorno al Portogallo

Un conflitto tra le due correnti fu inevitabile quando i paulisti arrivarono ai confini dell'attuale repubblica del Paraguay, dove i Gesuiti avevano fondato colonie autonome di Indios, per sottrarli alla schiavitù. I tentativi paulisti di asservirli fallirono e quindi si rivolsero verso il bacino del Paraná, che colonizzarono nella prima metà del XVI secolo. Nel frattempo le popolazioni di Rio de Janeiro e di Bahia penetrarono al centro e al nord, attirati dall'oro e dalle pietre preziose. Alla fine del XVII secolo i coloni portoghesi si riunirono per combattere la Repubblica di Palmares, formata da schiavi neri fuggiti dalle piantagioni, costituiti in comunità autonoma ed indipendente, che sconfissero solo nel 1695. Molte altre le imprese dei coloni portoghesi, che penetrarono nel Minas Gerais, nel Mato Grosso e nel Goias, aprendo queste terre alla civilizzazione occidentale e procurando al Portogallo grandi quantità d'oro e di gemme preziose. Nel periodo di regno di Giuseppe I (1750-1777), il governo fu nella mani del Marchese di Pombal, che introdusse riforme che riguardavano il Brasile. Diminuì i donatori locali, creò due corti di giustizia, portò la capitale a Rio de Janeiro (1763). Sul piano sociale abolì nel 1758 la schiavitù degli indios, ma il decreto venne praticamente annullato dall'espulsione dei Gesuiti, molti degli indios che vissero nelle loro comunità preferirono tornare alla vita della foresta piuttosto che sottostare alla dominazione bianca. I vantaggi delle riforme di Pombal, vennero annullati dopo la sua morte dalla politica dura e reazionaria della nuova regina Maria I, che sollevò le ostilità dei coloni. Nel 1789 un gruppo di patrioti di Minas Gerais provocò una rivolta per creare una repubblica democratica ed indipendente, ma fu duramente repressa.

Riparo dei reali portoghesi in Brasile

Nel 1807, quando Napoleone si accinse a conquistare il Portogallo, i regnanti rifugiarono in Brasile, a Rio de Janeiro. Qui il reggente Giovanni VI svincolò le industrie dai limiti e dai controlli di cui erano gravati ed aprì i porti al traffico con l'estero, facendo rifiorire il Brasile e calmando gli interessi indipendentistici. Nel 1816 conquistò anche l'attuale Uruguay, che divenne una provincia brasiliana.

Indipendenza

Caduto Napoleone, Giovanni tornò in Portogallo, lasciando la reggenza del Brasile al figlio Don Pedro, a cui venne imposto di ripristinare gli ordinamenti della vecchia colonia. Il giovane principe si oppose, sostenuto dall'intera popolazione, e il 7 settembre 1822 proclamò l'indipendenza del Brasile. Represse però le intenzioni liberali dei suoi sudditi e fece redigere una costituzione di tipo paternalistico, in base alla quale l'imperatore aveva il potere di opporsi a qualsiasi legge votata dall'organico legislativo, di sciogliere le camere (una di nomina imperiale e una popolare) del parlamento in qualsiasi momento. Nel 1831 scoppiò una conflitto con l'Argentina sulla provincia dell'Uruguay, che porto ad un accordo sull'indipendenza della regione. I brasiliani si rivoltarono (7 aprile 1831) e costrinsero Pedro I ad abdicare in favore del figlio Don Pedro de Alcantara (Pedro II), che allora aveva solo 5 anni e che quindi fu affiancato ad un consiglio di reggenza. Il periodo della reggenza fu caratterizzato da rivolte interne (Pará, Minas Gerais, Mato Grosso e Maranhao) che furono sedate concedendo poteri delegati alle singole province. Nel 1840 Don Pedro fu dichiarato maggiorenne con due anni di anticipo ed eletto imperatore col nome di Pedro II; egli fu sovrano colto e abile politico, seppe imporre una politica di grande espansione economica favorevole all'aristocrazia terriera che, dopo il 1860, intraprese su larga scala la coltivazione del caffè. Favorì l'immigrazione europea, aprendo ai principi di liberalismo. Curò molto la politica estera, cercando l'amicizia dei paesi esteri, ma non riuscì a guadagnarsi quella dell'Inghilterra, che giunse persino a bloccare i porti brasiliani (1860). Il Brasile entrò in conflitto con l'Argentina, per assicurare l'indipendenza all'Uruguay, indipendenza che venne riaffermata, con vantaggi territoriali per il Brasile.

Repubblica

Il contrasto tra il nord, retrogrado e sonnolento, e il sud, liberale e attivo, determinò forti problemi politici. Nel sud nacquero circoli politici liberali, che miravano ad ottenere nuove strutture statali, di cui Pedro II non comprese l'importanza e, dopo essersi inimicato esercito e clero, continuò ad appoggiarsi ai coltivatori del nord ed ai conservatori, finché nel 1871 la situazione precipitò. A San Paolo venne costituito il Partito Repubblicano e fu abolita la schiavitù. Il 15 novembre 1889 il capo dell'esercito impose all'imperatore di ritirarsi e, poiché egli non oppose resistenza, il Brasile si trasformò pacificamente in una repubblica. Il colpo di stato fu facilitato dalla circostanza che la classe dirigente e addirittura lo stesso sovrano non sembravano più credere ai valori e alla funzione della monarchia. Con la nuova costituzione repubblicana fu creato uno stato laico e federale con istituzioni analoghe e quelle degli USA. La nuova repubblica seppe resistere alle invadenze dell'esercito e della flotta (1893) e dal 1894 (elezione del presidente Barros) al 1930, dodici presidenti si succedettero nella più rigorosa legalità mentre il paese raggiungeva notevole prosperità economica soprattutto grazie all'esportazione del caffè e all'arrivo di immigranti europei sempre più numerosi (italiani, spagnoli, portoghesi, tedeschi, etc).

Prima guerra mondiale

Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale il Brasile era incontestabilmente la principale potenza dell'America latina, il governo brasiliano decise di restare neutrale, cambiando posizione solo all'ingresso nella guerra degli USA, schierandosi contro gli "Imperi centrali" (26 ottobre 1917) e dando un importante contributo alla vittoria delle forze alleate. Al termine della guerra, segui un breve periodo di prosperità economica a cui ne subentrò uno di crisi. La chiusura dei mercati europei, il crollo del prezzo del caucciù e soprattutto del caffè (1929), provocarono una profonda modifica nel sistema di governo e la nascita delle prime forze comuniste. Questa situazione porto il Brasile quasi alla rovina, finché, il capo dei liberali, Getúlio Vargas costituì un governo provvisorio e dittatoriale: il suo scopo era colpire i signori delle province e le loro clientele ed attuare una completa centralizzazione del potere stroncando le tendenze autonomistiche locali.

Seconda guerra mondiale

L'inizio della seconda guerra mondiale vide il Brasile combattere con gli alleati. ma al termine di questa (1945), Vargas venne deposto per iniziativa di un gruppo di generali, e nelle elezioni successive venne eletto presidente il generale Enrico Dutra, candidato del partito social-democratico. Nel 1946 fu adottata una nuova costituzione democratica e federalista. Tra il 1950 e il 1960 si affermò una fase di prosperità nell'ambito dei governi democratici. Nel 1950 fu rieletto Vargas, al quale venne però imposto un programma democratico, che, pur mantenendo gli impegni presi, diede alla sua politica un carattere chiusamente nazionalistico, che portarono ad una campagna di protesta degli avversari politici, che culminarono con il suo suicidio nel 1954. Gli succede alla presidenza J. Cafè Filho e quindi Juscelino Kubitschek. Egli dedicò ogni sforzo all'industrializzazione, fece costruire sull'altopiano di Goias la città di Brasilia (che diviene capitale il 21 aprile 1960). A Kubitschek succede Janio Quadros che adottò una politica interna austera, mentre sul piano internazionale affermò l'indipendenza della politica estera brasiliana. Il suo sistema di governo venne aspramente criticato, tanto da costringerlo alle dimissioni dopo solo sette mesi, sostituito da Joao Goulart nell'autunno del 1961, affiancato da un consiglio di ministri responsabile di fronte al governo. Il 3 gennaio 1963 venne ripristinato il precedente sistema e Goulart riebbe i pieni poteri.

Governi militari

Dopo un colpo di stato, il potere venne assunto dal generale Castelo Branco. Nell'ottobre 1966 il Congresso Federale brasiliano elesse presidente della repubblica il maresciallo Arthur Da Costa e Silva, che si insediò il 15 marzo 1967, rimanendo al potere fino al 1969. Il governo fu caratterizzato da una rilevante presenza di militari, che costrinsero il presidente a revocare le garanzie costituzionali. Viene sostituito alla presidenza da Emilio Garrastazu Medici (1969-1974). Una crisi petrolifera mondiale segna la fine, nel 1974, del boom economico brasiliano; nel frattempo viene eletto presidente della repubblica Ernesto Geisel (1974-1979).

Ritorno alla democrazia

Nel 1979 vengono ammessi più partiti alle competizioni elettorali, alla presidenza arriva João Baptista Figueiredo (1979-1985). Con l'elezione di Tancredo Neves (1985), il governo tornò ai civili; il ritorno alla democrazia fu funestato dalla morte improvvisa del neoeletto presidente, al quale succedette il vicepresidente José Sarney (1985-1989). Questi fece approvare un emendamento per l'elezione del presidente della repubblica a suffragio universale diretto (fino ad allora gli analfabeti erano esclusi dal voto). Il nuovo governo ha comunque cercato di fronteggiare la grave situazione socio-economica, deliberando il piano per la riforma agraria (ottobre 1985). Questa doveva, entro il 1989, portare alla distribuzione di 43 milioni di ettari di terreno appartenenti allo stato o a proprietari assenteisti, al fine di creare un vasto ceto di piccoli proprietari terrieri. La riforma ha però incontrato l'opposizione, anche armata, dei latifondisti. La nuova costituzione (1988), oltre alla riforma agraria, promette ingenti spese sociali; in quest'anno fu assassinato Chico Mendes, capo del sindacato dei lavoratori della gomma.

Storia recente

Nel 1989 nacque il primo programma di protezione ambientale, ma l'inflazione tocca il 1000%.
Fernando Collor de Mello (1989-1992) vince le prime elezioni completamente democratiche. Il governo vara programmi economici per ridurre l'inflazione e la povertà (1990); Nel 1992 si svolge a Rio de Janeiro il summit mondiale ambientale, il presidente Mello è costretto alle dimissioni in quanto accusato di corruzione, viene sostituito ad interim dal vicepresidente Itamar Franco (1992-1994) (attuale ambasciatore del Brasile in Italia, 2004). L'elezione a presidente di Fernando Henrique Cardoso (1995-2003) porta ad un piano di stabilizzazione monetaria che ferma l'iperinflazione del 1994-1995; il Congresso si oppone ad una modifica della Costituzione, ma approva la privatizzazione dei monopoli chiave. Una nuova crisi economica impone la svalutazione del real nel 1999. Nel gennaio del 2003, viene eletto a presidente della Repubblica Luiz Inácio da Silva, detto Lula. Luglio del 2005, gravi scandali coinvolgono il partito al governo (PT) e altri partiti dell´area del governo.

Geografia

Geografia fisica

La maggior parte del Brasile è costituito da uno zoccolo precambriano inegualmente ricoperto da rocce sedimentarie.
Il territorio ha i suoi fondamenti strutturali in tre elementi che sono la base della stessa America meridionale:
- il massiccio della Guyana
- l'altopiano del Brasile
- la depressione amazzonica. I due elementi orografici rappresentano le strutture arcaiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti. Si possono distinguere cinque grandi regioni geografiche:
- il Nord o Amazzonia (Norte)
  - è la regione in cui confluiscono le acque ed è limitata a nord dal massiccio delle guyane (Serra Parima, Pacaraima, Uassari, Acarai, Tumucumaque). Il bacino del Rio delle Amazzoni è colmato da sedimenti nell'ampio imbuto che si apre a monte della città di Manaus.
- il Nord-Est (Nordeste)
  - in questa zona vi sono tavolati limitati da cuestas: chapadas, del Maranhão, del Plauí, del Ceará, con la Serra di Ibiapa e la Serra do Araripe. L'altitudine è inferiore ai 1.000 m. Alcuni grandi fiumi (Gurupi, Turiaç, Mearim, Itapecuru, Parnaiba) hanno formato larghe valli.
- il Sud-Est (Sudeste)
  - regione d'altitudine abbastanza elevata, con rilievi che si ergono a picco direttamente sull'Oceano Atlantico. La costa, con le baie di Guanabara, Angra dos Reis, Santos, Paranaguá, è dominata dalla scarpata della Serra do Mar.
  - Nel retroterra si estende la valle del Paraiba, dominata dalla scarpata che limita verso valle la Serra da Mantiqueida; in quest'ultima si trova il Pico da Bandeira (2.890 m), seconda cima nazionale. La maggior parte delle acque che scorrono in questa regione confluiscono verso ovest nel Río Grande, che forma il Paraná.
- il Sud (Sul)
  - è la regione delle dolci colline del Rio Grande do Sul. I terreni formano grandi cuestas sinuose, attraversate dai fiumi nati sul dorso della Serra do Mar.
- il Centro-Ovest (Centro-Oeste)
  - caratterizzato dall'estensione delle chapadas (Goiás e Mato Grosso) e vi scorre il Paraná da nord a sud.

Morfologia

Altopiani
Il massiccio della Guyana è costituito da un altopiano non elevato (500 m di media) sormontato da montagne granitiche che, al confine con il Venezuela, superano di poco i 3.000 m (Pico da Neblina 3.014 m), massima elevazione nazionale). Gli altopiani sono morfologicamente più vari. Essi si estendono dalla costa atlantica fino alle grandi depressioni continentali interne dell'Amazzonia e del Paraná, divise tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua ad ovest dei penepiani che anticipano le Ande. In genere per questi altipiani si parla di planaltos, ma le loro forme sono diverse. Non mancano le strutture tabulari (chapadas) che terminano con tipiche scarpate a cuestas e sono costituite sia da formazioni sedimentarie sia da formazioni vulcaniche. In altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme gli altopiani presentano una caratteristica disimmetria, sono cioè inclinati verso l'interno, terminando ad est con un orlo rilevato; qui si succedono delle sierras ben marcate e di uguale orientamento come la Sierra do Mar, la Sierra da Mantiqueira, la Sierra do Paranapiacaba e la Sierra do Espinhaço, che toccano in media i 2.000 metri e che raggiungono le massime altezze con il Pico da Bandeira (2.890 m). Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare, originando un contorno costiero roccioso e vario, con insenature come la baia di Guanabara. In altri casi la scarpata termina su brevi pianure costiere (restingas) tra le quali si aprono spesso delle lagune (lagoas) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos Patos (Laguna delle Anatre), lunga 300 km.
Depressione amazzonica
Le pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente rappresentata da un piatto territorio con substrato archeozoico, orlato dalle scarpate del massiccio della Guyana a nord e dalle chapadas dell'altopiani brasiliano e del Mato Grosso a sud. Tutta la parte centrale dove scorre il Rio delle Amazzoni è costituita da depositi alluvionali; per il resto predomino i terreni sedimentari cenozoici che lasciano il posto, intorno al massiccio guyanense ed all'altopiano del Brasile, al penepiano cristallino o alle formazioni paleozoiche. Nella parte più interna la depressione amazzonica è delimitata dal penepiano del Mato Grosso, regione archeozoica alta non più di 500 m, che continua verso ovest della Sierra do Parecis, bordo settentrionale del bacino del Paraguay-Paraná, solo in parte incluso in territorio brasiliano.

Idrografia

Il Brasile è inserito nella rete dei due maggiori fiumi sudamericani, il Rio delle Amazzoni e il Paraná. Il resto raggiunge l'Atlantico tramite i fiumi che dall'altopiani scendono direttamente verso la costa. Il corso d'acqua più importante è il Rio delle Amazzoni (6.280 km con l'Ucayali), che attraversa il territorio nazionale per oltre 3.000 km, offrendo un percorso sempre navigabile; il suo bacino idrografico copre più della metà dell'area del Brasile. L'enorme quantità d'acqua sfocia nell'Oceano Atlantico, in un esteso estuario. Principali affluenti sono: Madeira (3.350 km), Rio Negro (2.150 km), Xingù (2.000 km), Purus, Tapajós; il Tocantins ha in comune con il Rio delle Amazzoni, soltanto la foce. Un altro importante fiume è il San Francisco (2.900 km), che scorre tra gli altipiani. Il Paraná sviluppa la parte elevata del suo bacino sugli altopiani brasiliani; il suo spartiacque orientale corre sulle sierre marginali, non lontano dalle coste atlantiche, con importanti affluenti (Paranaiba, Río Grande, Uguaçu, Uruguay; fuori dal suo confini, viene raggiunto dal Paraguay, che però nasce nell'altopiano del Mato Grosso.

Clima

Il Brasile rientra per intero nell'area tropicale e questa tropicalità costituisce il carattere più marcato della sua geografia per le incidenze che essa ha sul paesaggio oltre che sugli uomini e le loro attività. Vi sono peraltro diversità notevoli tra una regione e l'altra; si può iniziare da una prima distinzione riconoscendo un clima equatoriale umido nella regione amazzonica, uno subequatoriale nella fascia immediatamente a sud e un clima tropicale a due stagioni, più o meno piovoso, nel resto del paese, il cui settore più meridionale fa presentire il clima temperato (clima subtropicale). In quanto ai meccanismo che determinano il clima occorre tenere conto della conformazione del territorio, che è aperto, privo di formazioni montuose elevate e quindi largamente esposto all'Atlantico, da cui provengono le masse d'aria che portano le precipitazioni. Nella regione amazzonica. situata nella fascia delle convergenze intertropicali, tale apporto è dovuto agli alisei di nord-est e di sud-est, i cui effetti si sommano dando luogo alle condizioni di equatorialità che fanno di questa regione una delle più umide e piovose della Terra con valori annui di precipitazione che si aggirano sui 2.030 mm e con temperature quasi costanti di 26° C. Anche in Amazzonia vie è tuttavia una attenuazione delle piogge che si verifica nei mesi dell'inverno australe, cioè in corrispondenza della massima zenitazione del sole nell'emisfero boreale. In questa stessa stagione le superfici continentali tropicali sono dominate da formazioni anticicloniche che mantengono condizioni stabili e che rientrano perciò come fattori responsabili del clima a due stagioni di gran parte del Brasile. La stagione secca, che in Amazzonia è molto effimera e relativa, a sud di essa diviene marcata e si prolunga fino a sei mesi. Le precipitazioni si verificano massimamente nell'estate australe (novembre-marzo) e apportano intorno ai 1.500 mm annui di pioggia. Anche le temperature, specie nella parte interna, variano molto, con escursioni termiche annue sino a 7-8° C e con escursioni termiche giornaliere che raggiungono i 15° C sugli altopiani interni più meridionali. Nella regione costiera è di nuovo elevata la piovosità, in quanto le scarpate continentali hanno un effetto di cattura nei confronti delle masse d'aria umide atlantiche; si ha un clima di tipo monsonico con precipitazioni complessive che superano i 2.000 mm sui rilievi (4.524 mm nella Serra do Mar); tra Salvador e il Capo São Roque, le piogge cadono da marzo a settembre, cioè durante la stagione più fresca. Nell'interno degli stati del Nord-Est regna un clima semiarido.

Temperatura e precipitazioni

marzo

Geografia umana

Popolazione

Gli indios rappresentano ormai una piccola percentuale, difficile da valutare. I gesuiti ne avevano iniziato l'evangelizzazione già nel XVI secolo. Ma i coloni portoghesi intrapresero contro di loro razzie. La lenta ma inesorabile penetrazione dei bianchi e le malattie che questi portarono contribuirono a decimare la massa degli indios. Tuttavia la civiltà brasiliana deve molto agli indios, e il contadino per eccellenza è il meticcio (caboclo), i cui metodi di coltura sono ancora quelli degli indios Tupí. Oggi metà della popolazione è di razza bianca, il resto è costituito da neri, mulatti, meticci, amerindi e asiatici (giapponesi, cinesi, coreani). Circa 20% della popolazione brasiliana è di origine italiana (25 milioni di persone). È la più numerosa popolazione di origine italiana nel mondo. Densità: 20 per km²

Etnie

La popolazione brasiliana cambia nelle differenti regioni:
- Nella regione Nordest, la maggioranza dei Brasiliani sono Meticci e Neri.
- Nella regione Norte, la maggioranza dei Brasiliani sono Meticci e Índios.
- Nella regione Sud, la maggioranza dei Brasiliani sono Bianchi, discendenti dei milioni di immigranti europei che sono arrivato nel Brasile alla fine del secolo XIX e inizio del secolo XX. La maggioranza della popolazione brasiliana è di razza Bianca (53%), discendenti degli immigranti Portoghesi e al secondo posto discendenti degli Italiani. Dopo vengono i discendenti di Tedeschi, Spagnoli, Polacchi e altre europei. I meticci sono inoltre un gruppo molto numeroso in Brasile. La maggior parte dei meticci brasiliani sono Mulatti (Nero+Bianco), Caboclo (Índio+Bianco) e Cafuzo (Nero+Índio). Circa il 38% dei brasiliani sono meticci. I brasiliani di razza Nera sono inoltre numerosi, discendenti degli schiavi africani. La popolazione di Índios del Brasile è composta da 700.000 persone. Circa il 10% del territorio del Brasile sono terre di índios, che vivono nelle foreste del paese. La popolazione brasiliana di origine Asiatica è inoltre importante. Circa 2 millioni di Giapponesi e discendenti vivono nel Brasile. È la più numerosa popolazione Giapponese all'estero. La popolazione di origine Araba del Brasile è molto importante. Circa 10 millioni di Libanesi, Siriani e discendenti vivono nel Brasile. La maggioranza di loro è cristiana.

Religione

La religione predominante è quella cattolica (89%); assai più modeste percentuali praticano confessioni e culti tradizionali dei paesi d'origine (protestantesimo 6%, ortodossia, buddhismo, ebraismo, islamismo, ecc.) e gli indios delle foreste seguono ancora culti animistici.

Geografia politica

Il Brasile è composto da 26 stati, più un distretto federale nel quale si trova la capitale. cristiana Da un punto di vista geografico il paese è inoltre diviso in 5 regioni (região, pl. regiões), queste sono usate talvolta anche per fini statistici non hanno però rilevanza da un punto di vista amministrativo, gli stati sono così distribuiti:
- (Região Norte): Acre, Amapá, Amazonas, Pará, Rondônia, Roraima, Tocantins
- (Região Nordeste): Alagoas, Bahia, Ceará, Maranhão, Paraíba, Pernambuco, Piauí, Rio Grande do Norte, Sergipe
- (Região Centro-Oeste): Goiás, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Distrito Federal do Brasil, Brasília
- (Região Sudeste): Espírito Santo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, São Paulo
- (Região Sul): Paraná, Santa Catarina, Rio Grande do Sul

Geografia economica


- Prodotto Nazionale Lordo: 4.790$ pro capite (8° posto della classifica mondiale).
- Bilancia dei pagamenti: -33,8 miliardi di $.
- Inflazione: 6,9%.
- Disoccupazione: 7%. Punti di forza. L'industria locale è ben sviluppata e assicura al paese una posizione dominante nella regione. Immense le risorse naturali. Ampi giacimenti d'oro, d'argento e di ferro. È uno dei più importanti produttori di acciaio. Punti di debolezza. Le dissestate finanze regionali rischiano di mettere a repentaglio la stabilità economica. Gli investimenti esteri sono frenati dalle imposte sulle attività economiche e dalla corruzione. La priorità è data alla privatizzazione di compagnie statali. La vulnerabilità dell'economia è causata dalle fluttuazione dei prezzi delle materie prime.

Risorse


- Produzione di energia elettrica: 59.000.000 kw.
- Pesca: 850.000 tonnellate.
- Petrolio: 630.732 b/g.
- Allevamento: pecore 18,3 milioni, capre 12,6 milioni, bovini 161 milioni, suini 31,4 milioni.
- Minerali: ferro, manganese, carbone, bauxite, nichel, petrolio, stagno, argento, diamanti, oro. La colonia portoghese, soggetta al regime del patto coloniale, fu aperta all'immigrazione degli stranieri solo all'inizio del XIX secolo. Il Brasile divenne per l'Europa, e in seguito per l'America Settentrionale, un fornitore di derrate tropicali ed un acquirente di manufatti. Dopo la prima guerra mondiale si verificò tuttavia un cambiamento dovuto al rapido progresso dell'industrializzazione e all'inizio degli anni settanta si è assistito al cosiddetto "miracolo economico brasiliano". Purtroppo si è anche trattato di un fenomeno più apparente che reale, cui ha fatto seguito una recessione economica che è andata sempre più aggravandosi con il passare degli anni.
Agricoltura
Solo una porzione relativamente modesta del territorio viene sfruttata in modo adeguato. In linea di massima, fatta eccezione per le grandi piantagioni di canna da zucchero e di una gran parte di quelle di cacao, soia (attualmente primo produttore mondiale) e caffè, le grandi proprietà sono dedicate all'allevamento, mentre le piccole praticano un'agricoltura abitudinaria di colture di uso alimentare. In testa alle produzioni agricole vengono la soia, il mais (terzo produttore mondiale), quindi frumento e fagioli neri (alimento base nazionale insieme al riso). La coltura del cacao è concentrata negli stati di Bahia e di Espirito Santo. Tipica è la coltura della manioca e della batata. Largamente diffusa la coltivazione di piante oleifere come le arachidi, la soia, il ricino, il cotone e il lino; le ultime due sono anche piante tessili che si uniscono alla coltivazione di sisal e iuta. La coltivazione del tabacco è concentrata nello stato di Bahia. Ovviamente importantissima la produzione forestale con il legname dell'Amazzonia; essenza tipica di quest'area è il caucciù. L'essenza più ricercata è il pino del Paraná. Nel nord-est la pianta tipica è la palma carnauba, coltivata per la produzione della cera. Altra coltivazione tipica è quella dell'erva-mate, della quale vengono utilizzate le foglie per ricavarne infusi. E´un grande produttore di frutta tropicale.
Allevamento
Nell'allevamento, prevalgono i bovini, quindi seguono suini, ovini e caprini. Il Brasile è il primo allevatore mondiale di cavalli. Dall'importante patrimonio zootecnico si ricavano lana, latte e uova. Nello stato di Sao Paulo è importante l'allevamento del baco da seta.
Pesca
I maggiori centri per la pesca si trovano negli stati di Maranhao, Ceará, Bahia, Rio de Janeiro, San Paolo e Amazonas. Diffusa specialmente nel Nordest la pescicoltura ( gamberi)
Risorse minerarie
Di antica tradizione è la produzione aurifera, con il centro più importante a Nova Lima. Anche la produzione diamantifera è di origine antica, concentrata nel Bahia e nel Minas Gerais. Più importanti economicamente i giacimenti ferrosi, cosi come quelli di magnetite e nichel. La produzione di uranio è concentrata nello stato di Pernambuco. Nel Minas Gerais sono presenti depositi di bauxite, mentre quelli di rame si trovano nel Rio Grande do Sul. La produzione di tungsteno non riveste più l'importanza di un tempo, mentre poco importante economicamente la produzione di carbone, petrolio. L'estrazione di gas naturale è localizzata nello stato di Bahia e di Rio de Janeiro (specialmente in acque profonde marine). Una produzione pressoché monopolistica è quella del quarzo ialino. Il Brasile è anche ai primi posti nella produzione di mica. Altri prodotti minerari: columbite, berillio, manganese, magnesite, cromite, zirconio, ecc.
Industria
Nel settore industriale il progresso fu più equilibrato grazie allo sviluppo delle industrie produttrici di beni strumentali; con la scoperta dei giacimenti amazzonici (bauxite e ferro) e con gli investimenti stranieri fiorirono a ritmo sostenuto. Si è andato generalizzando il sistema delle società a capitale misto, per cui le società straniere sostengono tutte le spese delle infrastrutture e si rivalgono poi su una parte della produzione senza mai controllare finanziariamente le società brasiliane. La siderurgia è ormai poderosa. Invece nel settore energetico che più si è manifestato il dinamismo brasiliano; alla trascurabile importanza del carbone, fa riscontro il poderoso potenziale idroelettrico. La gamma delle industrie di trasformazione è assai varia: prevalgono le industrie siderurgiche, quelle tessili ed automobilistiche e negli ultimi anni l ´industria aerea ( Embraer). L'industria cotoniera è concentrata in San Paolo, Rio de Janeiro e Porto Alegre, quella serica (quasi la totalità della produzione) e quella laniera (ben oltre la metà) sempre nello stato di San Paolo. Importante anche la produzione di fibre di iuta, sviluppata su tutto il territorio nazionale. Oltre alle fibre tessili naturali, si è sviluppata anche quella di fibre artificiali (soprattutto raion). Il settore alimentare è sviluppato negli zuccherifici, nell'industria molitoria, delle carni e dei latticini. Attiva l'industria della concia e del cuoio, unitamente alla connessa industria calzaturificia. L'industria della gomma è sviluppata grazie alla presenza della materia prima in loco; notevole la produzione di pneumatici (Rio de Janeiro, Guanabara). Ben sviluppata è anche l'industria che sfrutta le risorse forestali (legname, cellulosa, carta). Importante lo sviluppo del settore metallurgico, con produzione di ghisa, acciaio, piombo e alluminio.

Trasporti


- Reti autostradali: 5.000 km.
- Reti stradali: 224.397 km.
- Reti ferroviarie: 30.379km.
- Reti navigabili interne: 50.000 km.

Turismo

Un visitatore all'anno per ogni 55 abitanti. Paesi di provenienza: Argentina 43%, Uruguay 9%, USA 9%, Paraguay 5%, Germania 5%, altri 30% Principali poli turistici: Rio de Janeiro, Bahia, Foz do Iguaçu, Regione Amazzonica, Nordeste, Pantanal. Parchi nazionali: Foz de Iguacu, Lencois Maranhenses, Chapada Diamantina, Parco Marino Fernando de Noronha, Itatiaia, Jericoacoara, Monte Pascoal, Monte Roraima, Pau Brasil, Tijuca, Serra dos Orgãos, Sete Cidades, Serra da Canasta, Ubajara, Pico da Neblina.

Esportazioni

USA 17%, Argentina 14%, Olanda 7%, Giappone 6%, Germania 5%, altri 51%.

Importazioni

USA 23%, Argentina 13%, Germania 8%, Giappone 6%, Italia 6%, altri 44%.

Cultura

Alfabetizzazione


- Tasso di alfabetizzazione: 84%.
- Studenti universitari: 1.710.000.

Istruzione

L'istruzione di base è garantita a tutti ma la difficoltà nel censire gli abitanti nei grossi agglomerati urbani genera una grande difficoltà da parte del governo ad obbligare i piccoli a frequentare la scuola. Le università pubbliche sono di ottimo livello e per potervi accedere è necessario passare un esame di ammissione, normalmente sono frequentate dai ricchi in quanto hanno potuto frequentare scuole superiori a pagamento di ottimo livello, la classe povera che frequenta le scuole superiori pubbliche (di pessimo livello) difficilmente riesce ad accedere ai corsi universitari statali.

Sanità

Sistema sanitario pubblico.

Arte

Prima della colonizzazione, il patrimonio artistico era alquanto limitato e privo di grande originalità. Le produzione più notevole è costituita da urne funerarie rivenute nell'isola di Marajo, alle foci del Rio delle Amazzoni, con una decorazione estremamente varia. Nella parte meridionale, si trovano idoli, statue e sculture in pietra. Alcune pitture rupestri sono state ritrovate in Amazzonia e nel Ceará. L'arte coloniale si impernia soprattutto sull'architettura, spesso di stampo europeo. Pochi sono gli edifici rimasti dei primi 150 anni di colonizzazione: le prime chiese erano fatte in mattoni e rivestite di vegetazione, ben presto sostituite da quelle in pietra rivestite di calce, con la base divisa in due parti, una per i fedeli, l'altra per il presbiterio. L'arte del periodo coloniale si ricollega nell'insieme al barocco portoghese e il suo sviluppo, piuttosto tardivo, si colloca nel XVII e nel XVIII secolo. La grande architettura brasiliana risale però al XVIII secolo ed è in stile Rococò. Nella seconda metà del 1600, fu costruita la più importante chiesa di tutto il Brasile, la chiesa dei Gesuiti a Salvador: costituita da una sola navata, con cappelle laterali intercomunicanti, priva di cupola. Il maggior rappresentante dell'arte brasiliana è Antonio Francisco Lisboa, architetto e scultore, protagonista del filone detto mineiro. A lui sono attribuite chiese di notevole valore, soprattutto per le composizioni scultoree: "Il Calvario" e "I dodici profeti" del Santuario di Cngonhas, la facciata di San Francesco a Ouro Preto. I rapporti con il movimento artistico moderno si fanno risalire al 1816, quando venne chiamata in Brasile una commissione tecnica francese. La critica più autorevole pone l'inizio della architettura contemporanea nel 1930, anno in cui fu eretto il palazzo del Ministero dell'educazione e della sanità pubblica a Rio de Janeiro, sotto la direzione di Lucio Costa. La personalità più significativa dell'epoca è però Oscar Niemeyer, con la sinuosità delle piante e le audaci coperture paraboliche. Nonostante l'attività di artisti come il pittore Eliseu d'Angelo Visconti (1866-1944), che rivela influssi dell'impressionismo e dell'Art nouveau, bisogna arrivare al 1920-1930 per ritrovare un nuovo slancio nell'arte nazionale. La pittura e la scultura contemporanea, riflettono i caratteri delle correnti artistiche più moderne, si trovano quindi elementi cubisti, astrattisti e illustrativi. I pittori più noti sono Candido Portinari, Flavio de Carbalho, Emiliano di Cavalcanti. Il pittore attualmente più interessante è Lasar Segall, appartenente al gruppo degli espressionisti

Letteratura

L'attività letteraria nazionale vera e propria iniziò solo con l'arrivo dei Gesuiti, cui fece seguito una seconda ondata di missionari, tra i quali spiccò Padre José de Anchieta, autore della prima grammatica dei Tupí. Per tutto il 1600, i generi letterari maggiormente praticati furono la storiografia e l'oratoria sacra; lo stile generalmente usato fu il Barocco. Durante il 1700 lo stile fu influenzato dai modelli italiani e il Classicismo si sostituì al barocco, furono fondate accademie e circoli culturali; nel 1728 fu pubblicata a Lisbona la prima parte del primo romanzo brasiliano "Il compendio narrativo do peregrino da America" che fu uno dei libri più letti di tutto il secolo. Verso la fine del 1700 fiorì la "Escola mineria", di tendenze arcadiche, formata da scrittori originari del Minas Gerais, autori di poemi, sonetti, patetiche poesie, canzonette e leggiadre liriche amorose. Nei primi del 1800, la letteratura nazionale subì l'influsso delle dottrine filosofiche parigine e assorbì i principi del romanticismo europeo. Rappresentanti del nuovo indirizzo furono: Josè Domingos Gonçalves de Magalhaes, Manuel de Arujo Porto-Alegre, Antonio Gonçalves Dias. Verso il 1860 la letteratura brasiliana abbandonò i temi amorosi, i versi dolci e musicali, per affrontare i problemi sociali e nazionali, soprattutto quello dell'abolizione della schiavitù. Tale poesia si differenzia dalla precedente per l'impeto e il vigore da cui è pervasa. Esempio di questa letteratura è Antonio de Castro Alves, che si scaglia contro la schiavitù, descrivendo la profonda infelicità dei neri schiavizzati. In questo periodo ha un grande sviluppo anche il romanzo, il cui iniziatore è Antonio Gonçalves Teixeira, creatore del romanzo popolare di ambiente nazionale; altri romanzieri furono Joaquim Manuel de Macedo, che descrive la vita media durante il secondo periodo imperiale, Josè Martiniano de Alencar, che consacrò i suoi romanzi al periodo delle origini, Manoel Antonio de Almeida, precursore isolato del realismo. Verso il 1870 vi fu una reazione al romantiscimo da parte della corrente letteraria parnassiana, che proponeva come temi le nuove scoperte scientifiche e la realtà della vita urbana. A questa corrente aderì Joaquim Maria Machado de Assis, unico scrittore brasiliano di questo secolo, a godere di fama mondiale. La sua opere è varia e multiforme, si dedicò anche al teatro, ma la sua passione fu la narrativa impostata sul tema di misurato realismo, con una fine analisi psicologica. Ma la sua opera rimase isolata e, dopo di lui, la narrativa prese un indirizzo naturalistico sull'esempio di Emile Zola e di Eça de Queiroz. Contemporaneamente a parnassiani e naturalisti, operarono storiografi e critici, come Silvio Romero, che pubblicò due raccolte di letteratura popolare. Verso la fine del 1800 si sviluppò la corrente simbolista, la cui tematica non si accordava col temperamento brasiliano. Il primo poeta simbolista fu Joao da Cruz e Sousa. Accanto ai simbolisti, i narratori regionalisti, che svilupparono la corrente sertanista già delineatasi in epoca romantica, così chiamata in quanto si ispirava al sertao, l'interno montuoso e boscoso del Brasile, solo in parte civilizzato. Rappresentante di questa corrente fu Euclides de Cunha, autore del romanzo "Il retroterra", quadro di ambiente regionale, ma anche documento storico e sociologico di valore universale. Tra il 1913-1917 sorse la poesia modernista, che si ispira ai rappresentanti dell'Esprit Nouveau come [[Apollin

1935

Eventi


- febbraio - Inizia la mobilitazione dell'esercito italiano in vista della spedizione in Africa Orientale. Per "misure di carattere precauzionale" vengono mobilitate cinque Divisioni. I primi scaglioni partono per l'Africa.
- marzo - In Germania viene ripristinato il servizio militare obbligatorio in violazione delle clausole del trattato di Versailles.
- aprile - Nella conferenza di Stresa, Italia, Francia e Gran Bretagna affermano di voler agire di comune accordo per mantenere la pace in Europa.
- giugno - L'Etiopia chiede alla Società delle Nazioni di inviare osservatori neutrali alle sue frontiere, temendo un'invasione italiana.
- ottobre - Le truppe italiane di stanza in Eritrea, senza dichiarazione di guerra, varcano il confine dell'Etiopia. Comincia la Seconda guerra Italo-Abissina.
- novembre - L'Assemblea della Società delle Nazioni Unite decide di applicare sanzioni economiche e finanziarie nei confronti dell'Italia, come stato aggressore. In Italia viene avviata una politica di autarchia.

Nati


- 1 gennaio - B. Kliban, disegnatore di cartoon statunitense († 1990)
- 4 gennaio - Floyd Patterson, pugile
- 8 gennaio - Elvis Presley, cantante americano
- 12 gennaio - Kreskin, mentalist
- 16 gennaio
  - Udo Lattek, football allenatore
  - A.J. Foyt, corridore automobilistico
- 30 gennaio - Richard Brautigan, scrittore e poeta
- 31 gennaio - Kenzaburō Ōe, scrittore giapponese, Premio Nobel per la letteratura
- 1 febbraio - Dieter Kühn, narratore, drammaturgo e saggista
- 5 febbraio - Sandra Paretti, scrittrice († 1994)
- 11 febbraio
  - Gerry Goffin.
  - Bent Lorentzen, compositore.
- 16 febbraio - Sonn